Miracolo a Milano?

dicembre 19, 2009 di DanieleRambelli

dal blog di Beppe Grillo

Dopo il miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro, quello del sangue invisibile di San Silvio?
“Le cose che non tornano sono molte, forse troppe: il sangue dopo pochi secondi appare coagulato (impossibile); alla dimissione con una frattura nasale e due denti rotti non presentava alcun ematoma sotto gli occhi (molto improbabile). Altri aspetti strani:l’oggetto contundente mai ritrovato; il fazzolettone, guarda caso nero, apparso subito; lo strano comportamento della scorta che non lo porta via, ma anzi lo aiuta a salire sul predellino; nessuna ripresa televisiva e nessuna intervista durante il ricovero (cosa molto strana per un uomo-immagine come lui); il ricovero al San Raffaele (10 km) anzichè al Fatebenefratelli (1km); il primario del San Raffaele dice che ha perso mezzo litro di sangue, ma la camicia è miracolosamente asciutta.”

Due “colpetti” per Mr Giordano

maggio 15, 2009 di DanieleRambelli

“Il Giornale” diretto da Mario Giordano ha incassato in questi ultimi giorni due sberle mica da ridere.

La prima è la condanna (qui i dettagli della sentanza) di Filippo Facci per aver diffamato Alfredo Robledo (sostituto Procuratore al Tribunale di Milano).
Qualche tempo fa Robledo, insieme a fabio De Pasquale, rinviò a giudizio Silvio Berlusconi (la cui famiglia è proprietaria de “Il Giornale” per cui Facci scrive) per Corruzione in Atti Giudiziari (sotto l’articolo di Facci); da questa vicenda nacque il famoso caso Mills.
Assieme a Facci è stato condannato anche Maurizio Belpietro, allora direttore de “Il Giornale”.

L’altro “colpetto” arriva invece direttamente dall’Ambasciata del Giappone in Italia.
Il 30 aprile scorso usciva sul giornale diretto da Giordano un articolo dal titolo “Lambertow premiato dai giapponesi” nel quale il popolo del sol levante veniva apostrofato come “musi gialli” da una non ben precisata mano vista la firma “Redazione”.
Shinsuke Shimizu, Ministro e vice capo missione, ha quindi preso la penna in mano e ha chiesto ufficialmente “una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi”.

E’ poi interessante notare come nessuna delle principali testate giornalistiche nazionali (per lo meno le edizioni online) abbia dato la notizia sulla condanna di Facci & Co.
Sembra proprio di vivere in una sorta di “protezionismo degli informatori” in cui i giornalisti italiani delle grandi testate evitano chirurgicamente di pubblicare notizie negative riguardanti i colleghi; nella logica del “oggi tocca a te ma magari domani tocca a me” questa ipotesi non mi sembra poi così bislacca.

Avanti così, fino al fondo per poi scavare…

E se ti danno del comunista?

maggio 12, 2009 di DanieleRambelli

Dopo alcune reiterate provocazioni, finalmente Fabio Volo si è incazzato, come una iena, e ne ha dette quattro al (povero?) ascoltatore che continuava a dargli del Comunista durante la sua trasmissione radiofonica “Il volo del mattino” su RadioDJ. La registrazione di questo “alterco” è molto interessante, perché pone in evidenza un concetto fondamentale che sembra permeare l’intera politica nostrana: la superficialità nell’uso degli slogan e degli appellativi politici presso i giovani (ma anche i meno giovani purtroppo).

Che significa Comunista ? Che significa Fascista ? La politica spettacolo a cui siamo abituati alimenta un modo di approcciarsi alle ideologie che è del tutto indistinguibile dal tifo calcistico. Essere Comunista, non è diverso da essere Interista o Laziale, fai parte di un gruppo, in cui noi siamo noi e gli altri non sono loro ma sono “gli avversari”, identità a prescindere da chi sono e da cosa realmente fanno. Non è colpa mia se sei uno Juventino, e come tale, per me che sono Milanista, sei solo feccia!

In troppi confondono poi come Comunismo le dittature Nazional-Socialiste di stampo sovietico, che sono assai più simili al Nazismo che ad altre forme di regime, pertanto avviene il simpatico paradosso di coloro, magari di estrema destra, che danno del comunista a qualcuno di sinistra, ritenendolo colpevole di ispirarsi ad una dittatura totalitaria assai più simile in realtà allo stesso fascismo che l’accusatore stesso manifesta. Come un cornuto che da all’asino del bue.

Questo modello superficiale alimentato artificialmente dai media, fatto di slogan e letteronze, in cui le ideologie, il sesso, il successo, si mescolano accuratamente in un inestricabile pantano di valori, provocano un evidente rincoglionimento totale della nostra società, in cui si perdono  i significati e il senso intimo delle parole, come magistralmente spiegato da questo bel post di Lameduck sull’argomento. Coloro che hanno scarse capacità culturali preferisco ripetere a pappagallo concetti di origine propagandistica,  appresi chissà come, perché “fa ganzo” usarli per colpire i “presunti nemici”, oppure goliardisticamente perché suonano bene, senza fermarsi un attimo (trascinati dall’impeto) per capirne il reale significato.

La parte divertente dello stacchetto di Fabio Volo è quando a un certo punto dice: “adesso parli tu per 5 minuti e mi dici che cosa è il comunismo per te”. Agghiacciante l’imbarazzo del ragazzo, assolutamente demolito nelle sue pseudo-convinzioni che crollano come un castello di carte di fronte a una tempesta.

 

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Al-Qaida

Nano iconoclastìa

maggio 6, 2009 di DanieleRambelli

blog www.beppegrillo.it

*** IL VIDEO E’ STATO CENSURATO DA YOUTUBE. SCARICATELO DA QUI E DIFFONDETELO ***

ll video è stato censurato da YouTube con il seguente messaggio:
“ATTENZIONE
I seguenti video nel tuo account sono stati disattivati a causa di una violazione delle Norme della community di YouTube: A seno nudo – (StaffGrillo)
Il tuo account ha ricevuto un avvertimento relativo alle Norme della community che sarà valido per sei mesi. Ulteriori violazioni potrebbero comportare la disattivazione temporanea della tua capacità di pubblicare contenuti su YouTube e/o la chiusura del tuo account.
Una copia di questo messaggio è stata inoltre inviata tramite email all’indirizzo associato a questo account per riferimenti futuri.”
Per ora sono impossibilitato a pubblicare qualunque video su YouTube, troverò presto altre soluzioni.

Vittorio Feltri è la punta più alta della neo iconoclastia, della distruzione attraverso i mass media dell’immagine delle persone. Nel senso suino, spregiativo, psiconano del termine. Feltri rimarrà, ne sono sicuro insuperato. La pubblicazione a seno nudo su Libero (finanziato dai soldi pubblici) della (ancora) moglie del suo padrone elettivo dopo alcune dichiarazioni di Veronica Lario: “un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere” non ha precedenti. Mussolini e Hitler non sono arrivati a tanto, alle poppe della moglie sui giornali amici.
La neo iconoclastia, o nanoiconoclastia, è un movimento di carattere diffamatorio che si è sviluppato in Italia a partire dalla fine dello scorso secolo con l’obiettivo di distruggere la reputazione degli avversari. Alla base del movimento piduista mediatico vi è la convinzione che colpendo l’immagine di una persona attraverso i media di massa questa fosse indotta al silenzio o si normalizzasse.
Una convinzione del tutto corretta. Con Mondadori e Mediaset e spesso anche della RAI, un giudice può diventare un criminale, una puttana una donna di governo, un avversario politico un povero idiota. Chi non si fa comprare si distrugge. Un ordine del padrone, non sempre necessario, e Montanelli è un ingrato, un povero vecchio demente. Caselli un magistrato comunista in cerca di notorietà, Fini un traditore (poi pentito), Bossi un pazzo (poi pentito). A Fini che si dissociava nel 2007 fu servito, caldo caldo, da Striscia La Notizia un servizio sulla sua nuova compagna. A Bossi che rifiutava negli anni ‘90 l’alleanza con Forza Italia, per mesi, fu dato sulle televisioni di Testa d’Asfalto del mitomane, del folle. Per una efficace nanoiconosclastia è necessario di disporre di servi pronti a tutto. Sono i kapò dell’informazione, i killer delle persone che si ribellano. Sgarbi, Feltri, Giordano, Belpietro, Rossella, Mimun, Fede sono solo alcuni tra le centinaia di manipolatori a pagamento della realtà. Gente che pagherebbe per disinformare. L’eresia va colpita e l’immagine dell’eretico va distrutta, storpiata, annullata.
L’effetto della nanoiconoclastia è il silenzio. Chi per paura, chi perché si è venduto, chi perché si è arreso. In un silenzio generale i pochi che parlano sono subito identificati. E’ un vantaggio non da poco per chi vuole colpirli. E se affermano cose diverse dai più importanti media del Paese non possono che avere torto per chi non ha altre fonti di informazioni.
Una menzogna ripetuta per mesi e per anni diventa verità, ma non è la verità.
Il gioco del silenzio di chi sa tutto e non parla per non perdere la propria posizione sociale è l’aspetto più mortificante della nanoiconoclastia. Un silenzio preventivo. Dove sono i cosiddetti intellettuali? I cosiddetti giornalisti? I cosiddetti industriali?
Il gioco del silenzio non può durare a lungo. Il re è nudo e ha anche il culo di fuori.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Lodo Veronica

maggio 5, 2009 di DanieleRambelli

 

 

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Dal blog di Travaglio  www.voglioscendere.it
Zorro
l’Unità, 5 maggio 2009

L’improvvisa comparsa dell’avvocato Ghedini sulla scena del divorzio preannuncia avvincenti sviluppi nella guerra dei Roses brianzola. E’ allo studio un Lodo Veronica in 4 articoli che verrà tosto comunicato al ministro Al Fano e all’occorrenza spiegato con l’ausilio di disegnini, dopodichè sarà sottoposto alle opposizioni per il necessario dialogo bipartisan:
“1) Le cause di divorzio che coinvolgano le quattro alte cariche dello Stato sono sospese fino alla scadenza dei rispettivi mandati, sospensione prorogata in caso di passaggio da una carica all’altra; la sospensione non vale in caso di divorzio attivo (alta carica che molla la moglie), ma solo di divorzio passivo (alta carica mollata dalla moglie).
2) Vietato divorziare in prossimità di elezioni di ogni ordine e grado: ogni causa avviata nei 40 giorni precedenti il voto è da considerarsi nulla e mai più reiterabile.
3) Le cariche di cui all’art. 1 sono dispensate dal divieto di frequentare ragazze minorenni; anzi, se lo fanno riceveranno la comunione direttamente dalle mani del Santo Padre (previa deroga ai Patti Lateranensi).
4) Le notizie sulla vita privata delle quattro cariche sono coperte da segreto di Stato e punite con severissime pene detentive, eccezion fatta per quelle commissionate dalle cariche medesime per autoritrarsi in idilliaci quadretti familiari; il gossip può invece proseguire serenamente sulle testate di proprietà di una delle alte cariche quando riguardi privati cittadini o esponenti dell’opposizione (vedi caso Sircana o bacio tra Di Pietro e un’amica).
5) Io so’ io e voi nun siete un cazzo”.
(Vignetta di Natangelo)

I piano CHIESE

maggio 2, 2009 di DanieleRambelli
 imageDal blog  www.byoblu.com

 Il piano C.A.S.E.Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili – prevede che siano costruite abitazioni di 50mq per circa 13.500 sfollati. Si chiameranno abitazioni durevoli. Un’evoluzione di quelle vecchie, che erano le abitazioni cedevoli.

 I quartieri durevoli, invece, fra vent’anni dovrebbero servire per gli studenti. Diventeranno campus, ma con una differenza. Nel resto del mondo i campus servono per dare un futuro. In Italia servono a toglierlo. Il futuro ormai è un bene prezioso, se lo possono permettere in pochi. Così, anzichè rilasciare certificati di laurea, stiliamo certificati di morte. Dove non riescono la droga e le malattie, ci pensano le scuole. A San Giuliano è stato un successone: abbiamo fatto fuori 27 bambini più una maestra. Bonus extra point.  A Torino abbiamo totalizzato un morto e 20 feriti. Si poteva fare meglio. Alla Casa dello Studente, ancora non si sa quanti ne abbiamo seppelliti. Senza contare lo spettacolare finale Twin Towers… Non ci facciamo mancare niente!

  Il Papa vuole case e chiese. Io voglio solo case. Le chiese fatele durevoli. Oppure fatele itineranti: una domenica a turno, negli androni dei palazzi. Almeno finchè l’ultimo dei bambini non avrà nuovamente una cameretta dove giocare e studiare, e il suo un papà un lavoro per pagargli un futuro. All’estero.

  Invece sembra che i religiosi avranno i soldi, e i cittadini i debiti. E’ il cosiddetto piano CHIESE.

Lettera di Stefania Pace
Il Decreto anti Robin Hood

 Il decreto-legge 28 aprile 2009, n.39 non salva l’Abruzzo. Lo fa crollare definitivamente. Dodici articoli, scritti con la connivenza delle amministrazioni locali, dodici misure-vergogna.

  L’Art. 3 stabilisce che le case – quelle vere, non quelle durevoli – potranno essere ricostruite usufruendo di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato e contributi con il sistema del credito d’imposta. Ma i soldi per la ricostruzione saranno dilazionati fino al 2032 e comunque dovranno essere anticipati dai cittadini, i quali verranno rimborsati sulle fatturazioni. Invece, per le aziende e per gli Istituti religiosi sono previsti indennizzi, sia per gli immobili sia per i beni e le strumentazioni in essi contenuti.
 Perché per i risarcimenti ai privati vengono usati i termini finanziamento e credito d’imposta, mentre per le aziende e per le strutture religiose viene usato il termine indennizzo?

 Inoltre il decreto impone che siano aperte due discariche, una a Barisciano e una a Poggio Picenze. Dovranno smaltire i rifiuti urbani generici e quelli derivanti dalla distruzione degli immobili danneggiati. Anche di quelli che avevano coperture di eternit. Fino a circa una settimana fa, nei pressi di Piazza d’Armi c’era in funzione un trita macerie che frantumava indistintamente qualsiasi cosa. Chissà se esiste un nesso tra la polvere e le fibre d’amianto di cui l’aria era satura e i numerosi casi di broncospasmo che hanno colpito i bambini di alcune tendopoli?  

 Intanto mentre la popolazione sopravvive al freddo e alle mille difficoltà che il campeggio comporta, i dirigenti della Protezione Civile alloggiano comodamente presso l’Hotel Cristallo a Fonte Cerreto e si rifocillano con l’ottima cucina del ristorante Il Geranio.

 C’è da capirli: non tutti sono tagliati per fare i campeggiatori.

Servi si nasce,italiani si diventa

maggio 1, 2009 di DanieleRambelli

dal blog di Beppe Grillo

Freedom House l’organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt, ha classificato l’Italia semi libera per l’informazione. Unica nazione europea occidentale. Dietro di noi ci sono Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea. Ma non disperiamo, siamo in grado di raggiungerle grazie a giornalisti come Belpietro, Riotta, Mimun e a politici della statura di Boccone del Prete Franceschini e di (Musso)Fini.
Freedom House attribuisce la nostra posizione al controllo delle televisioni da parte dello psiconano. Non sono d’accordo. La libertà di espressione, di scrivere e di voler ascoltare la verità non dipende da un ometto senza principi. La responsabilità è degli italiani. Un popolo che, nella sua maggioranza, pagherebbe per vendersi. Un popolo simpatico, gioviale, senza pensieri. Con un udito sensibile. Il suono della verità gli fa male ai timpani. Con la memoria di un’ameba. Che dedica piazze e vie al latitante Bottino Craxi e tollera un corruttore professionista alla guida del Paese.
Testa d’Asfalto fa il suo mestiere. Vende la merce che gli italiani vogliono comprare. La dimenticanza è un tratto nazionale. Nessuno ricorda più nulla. Qui e ora, solo qui e ora è importante. L’informazione si nutre del passato, ma il passato in Italia non esiste. L’Italia vive in un eterno presente. La sua memoria è una spiaggia lavata senza sosta dalle onde del mare. Un Paese cinico, spesso servo, per un periodo luce del mondo. Un posto in cui si vive bene solo se si è già morti dentro. Un Paese senza coscienza di sè che forse non esiste. Un tunnel di morti ammazzati e dimenticati. In nessun Paese democratico nel dopoguerra c’è stata una strage di magistrati, di giornalisti, di poliziotti, di Carabinieri, di persone comuni, semplicemente oneste, come in Italia. E’ stata una strage immane, un Vietnam d’Italia, lo documenta il Calendario dei Santi Laici. L’italiano non parla, non sente, non vede e odia l’informazione. Per informarsi e trarne le conseguenze dovrebbe mettere in discussione tutto, a partire da sè stesso e dal suo contributo alla vita sociale. Non vuole sapere, perchè sapere è pericoloso. L’italiano è barricato in suo fortino personale di convizioni, di miti, di balle, di televisioni. E’ una questione di sopravvivenza. E’ un malato terminale di democrazia che si illude di essere libero. L’italiano vive un incubo, ma riesce a trasformarlo in un sogno. Per lui tutto è possibile, l’importante è crederci. Disinformare per Credere. Freedom House ha anche fatto l’elenco dei “10 peggiori Paesi per essere un blogger“. Sono: Myanmar, Iran, Siria, Cuba, Arabia Saudita, Vietnam, Tunisia, Cina, Turkmenistan e Egitto. L’Italia non c’è ancora, ma è solo questione di tempo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

INFLUENZA SUINA

aprile 28, 2009 di DanieleRambelli

Influenza suina: cominciano i casi nel mondo. Oms: rischio pandemia, urgenza sanitaria.

stmv 170x170 Influenza suina: cominciano i casi nel mondo. Oms: rischio pandemia, urgenza sanitaria.I nostri esperti sono tutti lì a spergiurare che non c’è pericolo (e già questo dovrebbe preoccupare). Intanto però su tutte le testate si parla di urgenza sanitaria a livello mondiale. Lo dice Le Monde, il New York Times, la CNN, il Washington Post (cliccate sui link per i relativi articoli). 

Da noi ne parlano Il Corriere, la Repubblica, La stampa, Il giornale (anche qui cliccate sui link per gli articoli).

Io non ho mai visto l’OMS dichiarare un pericolo pandemia a livello 3 (la scala va da 0 a 6,  dove a livello 6 se non erro rimane poca gente da allertare). 

Come dice giustamente Torquemada in questo suo commento, quello che spaventa virologi e infettivologi, è la natura di questo virus, definito in termini tecnici “chimera, ovvero composto da DNA provenienti da diversi ceppi virali. Un virus di questo tipo è tremendamente efficace e ha effetti particolarmente nefasti sull’uomo, perchè la nostra struttura immunitaria non è architettata per rispondere alla struttura genetica di un chimera.

Il rischio è alto e, se questa forma virale dovesse espandersi troppo velocemente, avrebbe tempo di piantare un bel po’ di casini prima di autoestinguersi o prima che qualcuno riesca a mettere in piedi una qualsivoglia difesa farmaceutica (al momento per un vaccino potrebbero occorrere fino a sei mei anche solo per vedere i primi risultati).

Le modalità per controllare una pandemia ci sono, e sono anche piuttosto note: si tratta di instaurare controlli sanitari alla frontiera, approntare misure di quarantena nei reparti di infettivologia degli ospedali attrezzati e bloccare i viaggi non essenziali da e verso i paesi colpiti, correndo contemporaneamente ai ripari cercando subito in tutte le possibili forme terapeutiche un qualsiasi aiuto.

Ma al momento ci sono troppi interessi economici e politici, troppo moralismo e troppo buonismo per prendere le necessarie contromisure con la tempestività adatta a renderle efficaci

Molto probabilmente questa influenza si autoestinguerà in breve tempo.

Ma in caso contrario chiuderemo le stalle quando i buoi saranno scappati e andati a crepare da qualche altra parte.

Articoli correlati:

GIULIANI.l’UOMO CHE CI SALVO’ LA VITA

aprile 26, 2009 di DanieleRambelli

YouTube censura Byoblu

 

 Il video “Giuliani – L’uomo che ci salvò la vita“, che ha superato le 50.000 visualizzazioni in pochissimi giorni, è stato disattivato da YouTube per non meglio precisate Violazioni delle norme della community.
 A chi tenta di visualizzarlo, all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=GvQ2IRsBbGk, viene mostrato un laconico messaggio: questo video è stato rimosso a causa della violazione dei termini e condizioni d’uso.

 Qualsiasi tentativo di accedere al mio account mostra una pagina dove mi si notifica di avere ricevuto un avvertimento, valido per sei mesi,  e che ulteriori avvertimenti potranno comportare la disattivazione della mia capacità di pubblicare contenuti. Posso solo approvare la notifica, come potete vedere dall’immagine seguente, ma non contestarla.
 Approvare significa in qualche modo confermare una violazione dei termini d’uso assolutamente incomprensibile. Non approvare significa non avere più alcuna possibilità di operare sul mio account.

 
 Il video non conteneva alcuna colonna sonora, non ledeva quindi alcun diritto d’autore. Le immagini erano tratte interamente da riprese effettuate da me.
 Non era offensivo, non incitava al razzismo, non urtava la sensibilità di nessun credente.  Conteneva la testimonianza di una donna scampata alla tragedia del terremoto, la notte tra il cinque e il sei aprile scorso in Abruzzo, grazie al provvidenziale aiuto di Giampaolo Giuliani, il collaboratore Ente Ricerca che l’aveva avvisata telefonicamente dell’opportunità di trascorrere la notte all’aperto. L’intervistata, Stefania Pace, evidenziava come molte vite fossero state salvate dal tam tam originato dalle previsioni di Giuliani.

 Raccontava anche di come un’operatore della protezione civile invitasse tutti a rientrare nelle proprie abitazioni, dopo la scossa di mezzanotte, e di come l’informazione ufficiale nei giorni precedenti al sisma avesse invitato tutti i cittadini a non dare retta ai ciarlatani che affermano di poter prevedere i terremoti.  Potete trovare la trascrizione integrale dell’intervista nel post L’informazione assassina.

 Su YouTube circolano contenuti di ogni tipo. Esiste un programma di partnership che garantisce alcuni privilegi, come la possibilità di caricare contributi più lunghi di dieci minuti e di partecipare ai proventi pubblicitari. Purtroppo non è disponibile per gli utenti italiani.
 Se tuttavia siete autori di scherzi telefonici, potreste venire premiati con un’offerta di partnership spontanea, ad insindacabile giudizio del portale. Se invece fate informazione libera, non ne potete usufruire: una mia richiesta di alcuni mesi fa è stata cordialmente declinata.

  Ho caricato il video su canali alternativi ed è già nuovamente disponibile al blog, ma ho una domanda per voi: quale norma della community viola il racconto di una madre di famiglia?

  A chi stiamo dando fastidio?

 Scaricate la versione divx del video e caricatela su tutti i vostri canali YouTube, Current, DailyMotion, Vimeo… con il titolo “E ADESSO CENSURATE ANCHE QUESTO

I diritti sono i miei ma ve li cedo.
Proiettiamolo in InternetSCope

Macchè Aquila, faremo il G8 nel CPT di Lampedusa!

aprile 25, 2009 di DanieleRambelli

IL RETROSCENA – Berlusconi inarrestabile

Dal blog www.giuda.it

IL RETROSCENA – Berlusconi inarrestabile

ideameravigliosaOnna -  Durante una pausa del consiglio dei ministri permanente allestito nella tenda extralusso regalatagli dall’amico Gheddafi, il Presidente del Consiglio ormai soprannominato ‘O’ Terremoto‘ si è concesso un po’ di jogging fra le sue macerie preferite, inseguito dal solito codazzo di giornalisti entusiasti, che gli hanno comunicato come l’idea di fare il G8 all’Aquila incontrasse il consenso generale.
Contrariato dall’idea di non riuscire più a dividere il paese come ai bei vecchi tempi, è tornato bruscamente alla tenda azzurra senza neanche portare l’abituale saluto ai giocatori del Milan che da qualche tempo si allenano a Onna per solidarietà coi terremotati.
L’attesa degli attoniti cronisti è comunque durata poco, perchè dopo una breve discussione coi ministri leghisti, il vulcanico presidente è tornato fuori ancora in tuta da ginnastica annunciando le nuove decisioni: G8 nel CPT di Lampedusa e incontri bilaterali sulla tolda della Pinar. (Nella foto, il momento dell’arrivo dell’idea meravigliosa)
Per l’Aquila e i paesi limitrofi, ormai assuefatti alla ribalta dei riflettori, andranno alcune misure compensative: verranno spostate in abruzzo infatti: il raduno leghista di Pontida, le partite casalinghe del Milan, la casa del Grande Fratello, la sede della Chrysler e tutte e 4 le costruende centrali nucleari.